Internet è libertà (?)

13 03 2010

Sul convegno che si è tenuto ieri a Roma alla Camera dei Deputati hanno scritto ormai in molti, primo tra tutti Giovanni Boccia Artieri nel suo intenso “Lessig in parlamento: un’occasione sprecata”.

Oggi anche i quotidiani hanno dato un poco di spazio all’evento.

Arrivare dopo un giorno a parlare delle cose nell’era dell’immediatezza probabilmente ha poco senso. Comunque voglio dire anche la mia.

Innanzitutto, avevo avuto su Facebook uno scambio telegrafico di battute con Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, attraverso i profili di alcuni amici in comune. Chiedevo un’inchiesta della rivista (versione italiana della prestigiosa edizione americana, che tanto ha dato nella formazione della cultura della Rete) a proposito delle prospettive della libertà in Rete nel nostro paese. Una mia gentile amica mi aveva segnalato questo convegno come possibile risposta alla mia domanda. Riccardo Luna mi scriveva – a commento di un altro amico- che sperava di accontentarmi. (un aspetto veramente odioso di Facebook è che dopo qualche giorno ritrovare “i documenti” diventa pressoché impossibile, scusate se non riesco a proporvi i testi precisi: non li trovo più).

Beh, e questo convegno doveva essere la risposta, non lo è stata affatto.

All’interno del convegno, a parte questa proposta roboante di “Internet premio Nobel per la Pace”, sostenuta con misura e moderazione da un Gianfranco Fini più istituzionale che mai, di libertà e controllo della rete IN ITALIA si è parlato davvero poco. In modo vago. Di rimbalzo. Anche se alcuni relatori si sono affannati per tentare di farlo (in particolare ho apprezzato l’intervento energico di Fiorello Cortiana).

Il rappresentante del Governo, Paolo Romani, sottosegretario alla comunicazione con delega specifica su temi relativi alla Rete, pur iniziando in modo soft (parlando dei figli, che ci sta sempre bene), come sottolinea Federico Mello su “Il Fatto quotidiano” non è  riuscito a dare delle spiegazioni comprensibili sul recente decreto che porta proprio il suo nome, irrigidendosi non poco alla domanda stringente di Luna a proposito di YouTube.

Quando gli è stata fatta presente la normativa sulle reti wi-fi (che sostanzialmente ha ucciso gli hot spot nel nostro paese, prevedendo che si possa accedere solo previa registrazione dei dati personali) piuttosto infastidito si è limitato a dire che “quello è un problema del Ministero dell’Interno”.

Chiudo queste considerazioni citando Lessig come fa Boccia Artieri, a proposito della necessità di NON IGNORARE il disagio generazionale che si manifesta in Rete.

Ma  preferisco un’altra affermazione di Lawrence Lessig, che io ho  interpretatato come profondamente ironica: alla fine, dopo la frase riportata qui sopra, come ultima cosa, ha detto all’incirca “e grazie per avermi fatto accedere a Internet anche senza che lasciassi i miei dati personali”.

In un commento a caldo, in diretta, ho scritto su Facebook:”

“Praticamente gli ha detto due cose, la prima, che probabilmente era nelle sue intenzioni, è che non è normale la gestione degli hotspot wi-fi in Italia. La seconda, che salta all’occhio a noi “locali”, è che come al solito la Legge NON è uguale per tutti…”

Chissà cosa avrà pensato della nostra Internet come Libertà.

Video intervento principale di Lawrence Lessig

Intervista post convegno a Lessig

Ne parlano:

Vittorio Zambardino

Nicola Mattina

Luca De Biase

Fiorello Cortiana

David Weinberger

Giorgio Jannis

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5 responses

13 03 2010
13 03 2010
williamnessuno

Grazie per il link, ho letto e siamo sulla stassa linea.

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15 03 2010
17 03 2010
williamnessuno

Grazie Gaetano, ora vado a vedere!

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17 03 2010
williamnessuno

Letto. La cosa divertente è che negli anni settanta l’allora Fininvest trasmetteva in barba a tutte le leggi (fino all’interveno di Craxi) spaccaindsi come portatrice di libertà. Adesso che la Fininvest è IL Governo, riserva alla Rete il trattamento più repressivo e poliziesco che si possa immaginare…

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