la notte della rete, ovvero dell’italia-facebook

6 07 2011

Immaginatevi di essere su Facebook.
Scrivere, leggere i vostri amici (ma solo quelli selezionati).
Ogni tanto vi capita un video linkato da qualcuno. Vi interesserebbe vederlo ma vi compare la scritta “link disattivato su richesta di (pinco)”.
Va bene, pazienza, ve lo andate a vedere direttamente sul sito ospitante, di solito YouTube. Una seccatura assolutamente risibile.
Un altro giorno però all’improvviso vi rendete conto che quell’amico tanto originale che postava molto frequentemente non lo leggete più. Chissà come mai. Mettete il suo nel motore di ricerca interno. Ma vi acorgete con sorpresa che l’amico non c’è piu. Successivamente venite a sapere da amici comuni che l’amico originale è stato cancellato d’ufficio da Facebook stesso, da qualche zelante funzionario che magari ha ricevuto una segnalazione per i motivi più assurdi, per qualche violazione reale o presunta. Ma non in questi casi non c’è appello.
Ecco, con la norma che dovrebbe essere approvata oggi dall’AGCom L’Italia rischia diventare una grande Facebook. Coi Link disattivati su richiesta del detentore dei Diritti (in teoria anche Link provenietnti dall’estero), di vedere oscurare arbitrariamente blog o siti che dovessero contradddire le norme sulla salvguardia del Diritto d’Autore.
Ma chi giudica queste infrazioni? Come su Facebook, non un giuduce che applica la legge, ma una agenzia come AGCom, che in teoria può essere facilmente infuenzata da poteri forti. Governativi o lobbistici. E quseto non garantisce assolutamente obiettività.
Chi si occupa di Rete ha paragonato molte volte i social merwork a “giardini chiusi”, ripiegati su se stessi, nei quali non vogoono le stesse regole che valgono per il resto di Internet. Ecco, l’Italia rischia di fare questa fine. Un giardino chiuso regolato dalle arbitrarietà di chi ha potere.
La lobby dei Diritti di Autore è forte. Ne ho recententemte parlato su Urban Experience in occasione del convegno romano “vivere di cultura sul web”.
Ma molto prima ne avevi parlato in “Festa di Pirati, per una libera Rete”, in particolare nella seconda parte del post e in “internet è libertà (?)” dove riferisco anche l’atteggiamento (all’epoca) di Paolo Romani.
La serata di ieri può essere criticata come non sufficientemente chiara nelle spiegazione degli effetti della norma che si va ad approvare (spero che la mia spiagazione metaforica qui sia abbastanza chiara) ma ha dimostrato finamente che c’è qualcuno che presidia il territorio sconfinato della Rete Italiana e non è disposto ad accettare norme assurde, che ci taglierebbero fuori dal resto del mondo.
Il fatto che sia un problema di volontà di imbrigliamento di Internet (ricordiamolo, uno degli strumenti dei cambiamenti politici del momento) è in qualche modo dimostrato dalle norme che vengono via via proposte negi ultim anni. Qualcuno ha dimenticato il periodo in cui si voleva un Direttore Responsabile (quindi un iscritto all’Ordine dei Giornalisti) per i blog?
Riguardo alla serata di ieri, non voglio dilungarmi, ché già sono lungo.
I momenti che mi hanno colpito sono stati diversi.
L’intervento dei rappresentati di FLI per i quali ha parlato Flavia Perina, perché sono sempre così puntuali su queste tematiche che ormai non riesco quasi più a ricordarne l’estrazione: una buona, ottima speranza per la destra democratica in questo Paese.
L’intervento di Nicola D’Angelo, perché ha chiarito come questa norma non sia stata pensata specificamente per la Rete, ma in favore nel contesto del medium dominante in questo Paese: la televisione.
L’intervento di Alessandro Gilioli, che ha evidenziato come queste battaglie NON siano per gli hackers, ma per le persone comuni, coloro che non hanno skills particolari, coloro che cominciano ad usare Internet adesso.
L’intervento di “Il Piotta”, che non conosco se non di nome. Un intervento accorato dove ha spiegato che in fondo, a lui, come Autore, interessa soprattutto venire in contatto con più gente, quindi può anche pensare a una perdita in termini economici, anche perché poi riscuotere i diritti di cose pubblicate su internet è estremamente difficile. ha fatto l’esempio comico di come lui non potrebbe pubblicare i suoi pezzi e i suoi video sul suo blog se non pagando la SIAE, tornando semmai in possesso della cifra mesi e mesi dopo.
L’intervento di Peter Gomez, che ha evidenziato con un esempio pratico come con la scusa del Diritto d’Autore sia stato rimosso un video girato da il Fatto perché compariva una dichiarazione di Fabio Volo davanti a Palazzo Grazioli.
Infine l’intervento di Richard Stallman, padre del software libero, che ha parlato della definizione secondo lui impropria di “pirataggio” e -come altri- ha sottolineato l’obsolescenza del Diritto di Autore, proponendo però delle soluzioni: per esempio un piccola quota annua che ogni utente della Rete potrebbe versare oppure una piccola quota tipo un euro ogni volta che si accede a qualche contenuto autoriale.
Insomma, come hanno detto in molti, nel XXI secolo forse è ora di inventarsi altri metodi di remunerazione per le opere di ingegno e creative.
Vedremo ccome finira questo round.
Perché il match non è finito.

Approfondimenti:

Tutti i links di Agoràdigitale

Giovanni Boccia Artieri in “Mediamondo”

Guido Scorza su “Il Fatto Quotidiano”

Pagina di links ai video della serata sul sito de “Il Fatto Quotidiano”

Transit

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