reperti – 1

18 09 2013

Viaggio in automobile, scorrere lisci attraverso gli scenari, afferrare con la coda dell’occhio un edificio, un cancello di con accant le colonnine rettangolari. Un negozio di paese, un portale di legno. Ormai vivere in una permanente sensazione-convinzione di esserci già stato, di aver già veduto.

Nel corso dei decenni l’accumulo di un archvio immagini sconfinato, l’attivazione mentale di folder divisi per categorie, ordinati per similitudini.

Non sei più in grado di dire se ci sei già stato veramente. e magari quando ci sei già stato.

Totale adiacenza di immagini forse sognate, forse viste per davvero. Tutto si confonde in una luce preserale, come di una giornata d’autunno.

Sfuggente feeling di malinconia e di dolore per lo spazio-tempo perduto. Tutto avviene all’interno, non percepibile da chi ci sta accanto. Che forse insegue simili non-memorie, non ricordi.

Mancanze.

In volo, 21 settembre 1999

Nda: negli anni e con la quantità di posti visti in e per breve tempo per lavoro, queste sensazioni si sono amplificate sempre di più.

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