bufala inacidita

30 11 2014

Mai andare su Facebook quando si è stanchi
Qualche sera fa una mia amica e collega televisiva (che peraltro ha poca dimestichezza con gli affari di Rete) ha pubblicato un testo dove tra codicilli, articoli di leggi sconosciute e altre amenità in sostanza si tornava sulla faccenda del diritto di autore in Facebook e a una dichiarazione che affermava la proprietà intellettuale delle proprie creazioni in FB.
Premesso che si sa che FB ha sempre portato avanti il concetto che tutto quanto si pubblica lì dentro diviene di “sua” proprietà.
Premesso che già un paio di anni fa o forse più era circolato un documento simile e successivamente se ne era precisata pacatamente (notate: “pacatamente”) l’inutilità: forse un po’ appannato dal sonno, ho commesso l’errore di rilanciarlo, anticipandolo con la frase “secondo me non serve a un tubero, comunque…”

Non l’avessi mai fatto
Dopo due minuti Pasquale Ruocco, una persona preparata in campo informatico, commentava con misura che i rifermenti alle leggi erano inutili perché comunque si trattava di normative americane. Rispondevo che infatti avevo precisato la mia convinzione “non servisse a un tubero”.
Dopo due minuti e mezzo un’amica condivideva e mi ringraziava.
Poi sono andato a dormire.
Dopo poche ore (la nostra gattina Yuki si sveglia prestissimo, purtroppo) l’escalation dei commenti era giunto ad accusarmi di “disinformazione”.
A quel punto, siccome sono diventato un po’ più nervosetto sulla gestione dei mie spazi in rete, ho cancellato lo stato in questione: chi me lo faceva fare di ripetere in continuazione quel “secondo me non serve a un tubero” se poi tutti lo ignoravano completamente?

Dita (non Von Teese, purtroppo), lune, messaggi che Facebook ci manda e non leggiamo
Perché un testo simile è tornato a circolare proprio adesso, dopo tanto tempo?
La cosa non è casuale perché in questi giorni Facebook sta mandando a tutti gli utenti un comunicato nel quale si informa che da gennaio 2015 i “termini di utilizzo” (“condizioni e normative”) cambieranno. In realtà, le variazioni non hanno nulla a che fare con la proprietà intellettuale (che, ribadisco, su FB non abbiamo MAI avuto, è per questo che uso wordpress Flickr eccetera).
Però diciamo che l’occasione per rimettere in circolazione quella roba era perfetta. Oggi, dopo vari giorni, l’ho vista ancora rilanciare.
Ma sui cambiamenti tornerò. Riprendiamo da dove mi sono fermato.
Cosa succcede DOPO che la bufala inizia a circolare?  A differenza della volta scorsa (è questo l’aspetto che mi interessa particolarmente) non circolano moniti al fatto che si trattasse di qualcosa di infondato. No.
A parte la storica Caterina Policaro Catepol, che come sempre pubblica sulla pagina “Le bufale su Facebook: non cascateci” un’utile informativa, molti hanno una reazione reazione di rimprovero, anche pesante, nei confronti di chi ha pubblicato questa cosa.
Nel caso siano “amici”, al limite un bonario atteggiamento di presa per i fondelli.
L’amica che aveva condiviso da me (senza copiare però “secondo me non serve a un tubero”) viene tirata dentro. Mi assumo io la responsabilità per il suo errore.
Di fronte alla diffusione di questo atteggiamento di rimprovero (molto diverso dal tradizionale “aiuto” o “bonaria correzione” nei contronti di chi commette un errore, che è sempre stato un punto forte della Rete), mi pongo alcune domande: perché la cazziata ha sostituito la spiegazione? perché abbiamo un disperato bisogno di fare vedere, su Facebook, quanto siamo più smart deglli altri, magari acidamente? perché ci si perde in bacchettamenti o prese per il culo su cose infondate quando ci sono davvero dei cambiamenti “pesanti” che stanno per intervenire in Facebook? Perché non parliamo di quello?
Nessuno a quanto pare aveva collegato i due fatti. Nessuno aveva letto il messaggio agli utenti inviato da FB.

Farina, pane, e in fondo chissenefrega se sanno anche che mutande indosso.
Il messaggio di FB inizia con questa dichiarazione:
“Utilizzando i nostri servizi a partire dal 1° gennaio, accetti le condizioni, la Normativa sui dati e la Normativa sui cookie aggiornate e accetti di visualizzare inserzioni migliorate sulla base di applicazioni e siti che utilizzi. Maggiori informazioni sugli aggiornamenti e sulla modalità di gestione delle inserzioni visualizzate di seguito. “
Qualcuno nelle settimane scorse notava “oh, che strano, volevo acquistare il prodotto X e Facebook mi ha messo l’inserzione proprio di quello!”.
Io l’avevo notato da un pezzo, guardavo un orologio e paf! inserzione dell’orologio medesimo. Non un altro. Proprio quello.  A questo punto ritengo che una sperimentazione nello “spiare” i nostri comportamenti fuori da FB fosse già in corso. Lo fanno già, ma dal 1 gennaio 2015 lo faranno col nostro consenso, ci spareranno cookies a più non posso.
“stiamo migliorando le inserzioni in base alle applicazioni e ai siti che usi al di fuori di Facebook (pubblicità comportamentale online) per fornirti un controllo maggiore.”
Quando lo faccio notare mi si dice, anche con un po’ di quel disprezzo che si riserva alle anime candide, che in fondo FB è un luogo commerciale, si sa, e se scoprono che “hai la passione per il pane e le farine” non è grave.
A quanto pare a nessuno frega che Facebook possa sapere dove vai in rete al di fuori di FB.
E amen. Al massimo ci si cancella.

Il Grande Carrello
In realtà dal comunicato di FB si capisce anche che ci saranno nuove impostazioni da settare.
Se ricordate all’ultimo aggiornamento che FB ha messo in atto ci siamo ritrovati tutti i settaggi di privacy sputtanati. Abbiamo dovuto rifare tutto daccapo.
Ci siamo ritrovati con tutto “aperto”.
Mi colpisce sempre che a nessuno importino queste cose e si preferisca invece ridicolizzare chi ha rilanciato quella dichiarazione inutile.
Orwell aveva sbagliato una previsione, ovvero, non aveva detto che saremmo stati consapevoli del controlo, ma non ce ne sarebbe importato nulla.
Anzi. Ne saremmo stati allegri e consapevoli complici.
In fondo, gli affari sono affari, non vorremmo mica intralciare il glorioso progresso del mondo del business?

 

http://tech.fanpage.it/facebook-aggiorna-condizioni-e-normative-ecco-cosa-cambia/

https://www.facebook.com/about/terms-updates/

http://www.iltempo.it/hitech-games/2014/11/27/nuove-norme-su-facebook-ecco-cosa-cambiera-1.1350318

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2 responses

5 12 2014
eli

Perché Facebook, tra le altre cose, è un enorme amplificatore dell’Ego. Bonariamente eh? 🙂

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19 12 2014
williamnessuno

Ma senza alcun dubbio! E, volendo, neanche troppo bonariamente…
😀
Però a volte non capisco se le persone se ne freghino davvero della propria privacy sempre più a rischio o si atteggino a spavalderia solo esteriore, appunto, per una forma di esibizionismo.
“Ego, te absolvo”.

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