Birthday free jazz blues

13 06 2018

Che anno assurdo questo tutto è cominciato a rotolare il 14 agosto quindi già due mesi dopo il compleanno e da allora sempre in basso altro che grafico dell’occupazione trovo la capote dell’auto tagliata la Citroen non la vende separatamente l’assicurazione non vuole pagare per tutta la parte superiore che la Citroen venderebbe inizia il tunnel della ricerca dagli sfasciacarrozze di tous le monde senza auto senza soldi senza un po’ di serenità arrancare sul lavoro con un ruolo fortemente indebolito mi sento sempre peggio non respiro bene ho forti dolori alla schiena sarà la colonna vertebrale cosa vuoi che sia un mal di schiena, tutti hanno mal di schiena, tutti continuano la propria vita col mal di schiena farai fisioterapia rieducazione posturale e tante belle cose e invece no mi faccio accompagnare al pronto soccorso perché sto sempre peggio a un certo punto ed è un infarto nel frattempo iniziano corto circuiti mentali mnemonici si intrufolano fatti scoordinati di eoni fa la castagna secca sottratta da in sacco a vista all’alimentari all’angolo Varaldo all’età di tre anni che mia madre mi fa restituire con in più dieci lire per insegnarmi che non si ruba è inspiegabile come mi vengano in mente spesso brutte figure fatte a tre, otto, dodici anni ancora con la stessa vergogna anzi con maggior vergogna di quando le feci e Mario Cataudella chi sarà questo Mario Cataudella il cui nome mi viene in mente talvolta al mattino appena sveglio questo nome scritto con un pennarello su un muro all’angolo di via Condotti via Belsiana perché ritorna perché mi è rimasto impresso chi mai sarà fenomeno inspiegabile che sembra tratto da Philip K. Dick ma Mario Cataudella un nome cosi assurdo nemmeno a Dick sarebbe mai venuto in mente che poi la stessa mano con lo stesso pennarello nero su altre pareti del centro di Roma ha scritto altri nomi che non ricordo e date random e cose poco rassicuranti tipo br ammazzate e io sono convinto che l’autore delle scritte a pennarello sia proprio Cataudella e non uno degli altri nomi il bambino che pronuncia il nome Caligiuri in uno studio TV di Mediaset lo so almeno collocare trent’anni fa nel programma Cuori d’Oro mi ricordo perfino vagamente chi fosse Caligiuri, forse una produttrice forse un’agente ma il motivo di questo rigurgito mnemonico scollegato da qualsiasi cosa non riesco veramente a spiegarmelo poi magari non ricordo il nome del collega montatore col quale ho lavorato poco tempo fa, che vergogna e niente le riproposizioni mnemoniche continuano come quelle immagini in film americani di siepi senza radici rotolanti nel deserto sospinte random dal vento polveroso ma alla probabile speranzosa ricerca di un poco d’acqua somewhere poi sogni che sono peggio delle memorie in quanto ancora meno spiegabili, chiedo indicazioni stradali a un tizio magro anzianotto con la barba bianca e rayban verdi rettangolari e lui mi indica che devo passare attraverso un parco alberato ma la mia coscienza che sovrasta l’attività onirica è assolutamente consapevole che il tizio con la barba bianca è Francesco e io gli sto chiedendo indicazioni per andare proprio a casa sua, che da sveglio saprei perfettamente dove si trova e non c’è nessun parco alberato da attraversare allora dopo al mattino mi chiedo se il parco alberato non fosse un cimitero e cosa mi volesse dire il sogno ma non è mica detto poi che i sogni ci vogliano dire davvero delle cose no? allora il mio nuovo compleanno si avvicina tra cifre esorbitanti che non guadagno più da pagare bollo assicurazione Siae INPGI rimessa a punto dell’auto dopo l’anno di stop causa ritrovamento di una capotte multe dovute al mancato pagamento nei due anni nei quali sono stato tenuto fuori dal mio lavoro per motivi ignoti probabilmente perché a qualcuno stavo sulle balle e qualcun altro doveva fare i tagli richiesti dal dio azienda e nessuno ha telefonato in mio soccorso figurarsi, son cose che ti stroncano magari poi ti viene un infarto, per dire, e in questo quadro già idilliaco arriva la notizia del suicidio di Alessandra collega autrice e amica con la quale avevamo in comune un inizio allegro come autori in un contesto purtroppo a me inadatto in quanto intellettuale di merda e anche i due anni di mancato lavoro avevamo in comune da quanto mi aveva raccontato ma almeno lei aveva scritto libri una collega che non ha mai alzato barriere non ha mai cercato di mettermi in difficoltà con la quale avevamo un rapporto di rispetto reciproco sia professionale che di ruoli cioè nessuno di noi ha mai cercato di entrare nel lavoro dell’altro a gamba tesa aveva conosciuto la mia famiglia si era seduta a questo tavolo preciso sul quale ho poggiato il mio iPad per scrivere e non si può credere che una persona apparentemente così solare eccetera i pensieri di buen ritiro vengono comunque che lo si voglia o no quando si è sovrastati da eventi che non comprendiamo o non possiamo controllare poi tutti a commiserare a far finta di comprendere o a chiedersi come mai non si era capito adesso da questo tavolo mi alzerò e più tardi cercherò delle risposte vaghe nelle mie radici provinciali andando a prendere un vinile dei mitici Blaue Reieter che mi aspettava da Natale e se fossi morto non avrei mai avuto né visto e ritroverò sotto il cielo tipicamente grigio della mia città natale amici di trent’anni fa, compagni di scuola delle medie che mi confermeranno che esisto indipendentemente dall’Agenzia delle Entrate e che un piccolo percorso sebbene faticoso e infartuato l’ho compiuto e che continuerò a compierlo piano piano, meno di corsa di prima ma insomma. Dai.
Il mio anno a venire potrà essere solo migliore di questo.
Grazie a tutte le persone che mi vogliono bene e mi hanno sopportato nelle situazioni piu difficili.
Buon compleanno a me.

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