allora non sono io che sono snob

10 06 2016

Ho sempre schifato abbastanza Wired Italia, mi è sempre parso un’accozzaglia di stupidatine e advertisements.
Sono abbonato all’edizione originale americana.
Oggi, però, non sapendo cosa leggere mentre mangiavo da solo, ne ho comprata una copia, attratto anche dalla testata che mi sembrava diversa.
Bene.
Ho scopero che è diventato quadrimestrale e monotematico, ha una grafica e un’impaginazione eccezionali (cose per le quali ha vinto diversi premi, a quanto pare) e il tema di questo numero, “Time Machine”, il tempo, è trattato con grande intelligenza.
Devo leggere gli articoli ma l’impostazione dell’indice mi pare molto interessante.
Il nuovo direttore, Federico Ferrazza, ha scritto un editoriale con poche cose che metterei in dubbio, privo della fastidiosa esaltazione e della retorica di un tempo.
Bene.
Allora non ero io ad essere prevenuto.

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una sommessa domanda

23 01 2015

Chi è quel cane di grafico che ha fatto il lettering di copertina al nuovo libro di Umberto Eco?





abbiamo tutte le fortune

30 12 2014

Son contento che la parola chiave per il 2015 sarà “Ritmo”.
Poteva essere “Duna”.





sarà chiaro?

30 11 2014

Sarà chiaro che la parola “cambiamento”, in sé, non ha un valore necessariamente e certamente positivo?





straparlare

25 11 2014

Dopo “rottamare” un altro bellissimo verbo assurge a “dignità” poiltica: “asfaltare”.
Non capiscono che “le parole sono importanti” ed entrambi questi verbi hanno un contenuto violento, aggressivo, distruttivo?
Io non ci credo. Capiscono, capiscono.
Rottamare è un verbo che non fa pensare tanto allo smantellamento quanto a quelle presse che, con una forza mostruosa, fanno diventare le vecchie automobili dei cubi di metallo e plastica dal colore incerto e ne annullano l’identità.
Asfaltare, va da sé, fa pensare al rullo compressore, al fumo del catrame bollente, all’odore acre che brucia le narici: e anche in questo caso a una forza brutale e cieca, ripetitiva, il cui scopo principale è schiacciare, comprimere. Non per nulla si chiama “rullo compressore”.
Queste espressioni favoriscono un discorso muscolare, performativo: e però DIVISORIO.
Come se non bastassero già le spaccature sociali e di censo che stanno venendo a galla con virulenza.
Ma perché non la smettono?
Poi sono le stesse persone che dicono che la FIOM è violenta e fanno manganellare i manifestanti.
Questo sarà anche “il governo del fare” ma di sicuro e il governo dello straparlare.
I cittadini non vanno più  votare ma si celia su asfalto, successo, sugli “aspetti secondari”, sulla vittoria: sempre con uno stucchevole linguaggio calcistico.
“Due a zero”.
Mio padre avrebbe aggiunto “Palla al centro”.
Mi chiedo però per quanto tempo ancora la palla sarà rimessa regolarmente al centro.
O se qualcuno s’inventerà la nuova divertente e accattivante espressione politica “bucare il pallone”.

 





cow funding

21 09 2012

Qualche giorno fa su un sito che proponeva un nuovo libro si specificava che per pagare le spese di edizione ci si affidava al “cow funding”.

Sarà un libro sul latte.

O una guida turistica sugli alpeggi migliori.





i saldi…

4 04 2011

Bruno Ballardini -esperto di comunicazione e di arti marziali, pubblicitario, scrittore, blogger– ha fatto leggere in anteprima ad alcuni amici di Facebook (tra i quali il sottoscritto) i primi tre capitoli del sui nuovo libro “Gesù e i Saldi di Fine Stagione”, domani in libreria.
Il nuovo saggio di Bruno, che dopo “Gesù lava più bianco” torna ad occuparsi di questioni ecclesiastiche, è scritto in modo avvincente e alterna parti maggiormente schematiche ed esplicative a parti che non esiterei a definire “narrative”.
E’ per queste ultime, soprattutto, che non vedo l’ora di leggere l’intero lavoro.








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