provincia e metropoli

29 05 2017

In Alessandria se senti una sirena sai che qualcosa è succeso, qualcuno si è sentito male, un incidente e cose simili.
A Roma puoi sentire anche tre o quattro sirene consecutivamente ed essere consapevole che molto probabilmente non è successo un beato cazzo.





sono qui, sostenetemi

18 08 2016

Street Photography Awards 2016
Cliccate qui, grazie

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romans

10 04 2016

Passano in via Flaminia sotto un bellissimo sole i primi (questo lo capirò solo dopo) partecipanti alla maratona di Roma.

Ai lati della strada un  signore asciutto e in buona forma sui sessant’anni, camminando indifferente in altra direzione, con tono astioso:
“Diciassettemila stronzi che corrono e bloccano ‘na città.”

Due secondi dopo, un signore più basso e rotondetto alla moglie:
“Che poi i trattori saranno contentissimi, che col blocco del traffico nun ce andrà nessuno.”

Lungo il percorso una signora sui quaranta coi capelli corti ma a postissimo, in perfetta tenuta da corsa sta ferma e dice a voce alta, ma senza gridare (che stile) a un maratoneta spilungone in canottiera nera: “Non mollare!”

Lui stentoreo e retorico senza variare il passo :
“Mai mollare!”

Dopo arriva la fiumana, il grosso dei partecipanti.





usciva dall’ombra

9 05 2015

Una visione che ho avuto sabato scorso.
Dall’autobus 160 (e non 219) ho visto un sosia di Carlo Emilio Gadda, stessa corporatura, stessi capelli bianchi, vestito come lui in un abito blu chiaro e camicia bianca. Risaliva da una trasversale verso via Veneto.
Il giorno seguente, rifacendo lo stesso tragitto sul medesimo autobus, ho potuto verificare che la strada da cui proveniva questo sosia, o fantasma, era Via dei Lombardi (sic).
E basta.





it’s spring again

31 03 2015

Insomma, è tornato quel periodo nel quale a Roma, tra gli autoctoni, c’è chi per strada indossa il piumone nero lungo alle caviglie con cappuccio e chi solo la T-shirt.





abbordaggi creativi

26 02 2015

Stamattina una fanciulla con pettorina di Amnesty International, nel tentativo di fermarmi (per chiedermi soldi che non ho, ovviamente), mi ha chiamato “agente segreto”: immagino per via della giacca militare, degli occhiali neri e della barba lunga.
Beh, possiamo aggiungere una nuova fantasiosa voce all’elenco degli abbordaggi, dopo “dottore” (banale), “papà” (se con la figlia), “professore” (se vestito bene con cappotto blu)…





popolo di santi poeti e spintonatori

16 10 2014

Ogni volta che mi capita di prendere la metro a Roma mi saltano i nervi quando devo salire o scendere.
Si aprono le portre e inizia la solita scena ridicola. Quelli che devono scendere tentano di farlo ma quelli che devono salire iniziano a spintonare per farsi largo e non li lasciano passare.
E ogni volta mi chiedo cosa passa nel cervello della gente che non capisce di dover PRIMA fare scendere e POI salire… Come è in qualunque altra metro che mi sia capitato di usare, altrove.
La cosa più triste è che anche gli stranieri, nel loro paese educati e di buon senso, quando sono qui si adeguano con disinvoltura a questa assurdità.
Forse pensano “qui si usa così”. Oppure “se non faccio anche io come loro, resto a terra”.








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