intuizioni

10 03 2017

A volte scopro che la mia mente ha avuto intuizioni che poi si sono materializzate.
Un po’ come il discorso del mio personaggio Lorenzo MacEwan nato all’iniio degli anni novanta come “docente di Sociologia del Network , una disciplina che adesso, con nome leggermente diverso,  esiste veramente.
Oppure gli screengrasses (stesso periodo) poi diventati realtà con i Google Glass.

Ecco, nel 2007, riecheggiando i “messaggi speciali” alla Resistenza Francese utilizzati dai Noir Desir nella loro “L’Europe”, avevo scritto:

L’Opposizione
E’ presa per usucapione.

A furia di non fare il proprio mestiere, qualcun’altro occupa il posto.
Magari con esisti nefasti.





volare basso

9 03 2017

A volte sono tentato di scrivere del mio modo di vivere la memoria, i ricordi.
Poi penso che Proust l’ha già interpretato Proust medesimo sicuramente meglio di me, così desisto.





What If – Radio3 2002 – La Pallida Luce di Tanit

7 03 2017

What If – Radio3- La Pallida Luce di Tanit

La prima fiction radiofonica (ma sono all’antica e preferisco chiamarla gaddianamente “un radiodtramma) scritta da William Nessuno, ovvero “me stesso medesimo di persona”.
Se aprite il link ci sono tutte le informazioni del caso, ma le scrivo anche qui perché fu una squadra formidable quella che contribuì alla messa in onda.
Si tratta di una cavalcata “controfattuale” in momenti topici della storia dell’umanità in universi paralleli.

“What If” di William Nessuno
Rai Radio3 – in “Radio3 Suite”, 2001

Regia: Emma Caggiano

Interpreti:
– Vittorio Amandola è il professor Livio Foscari
– Carolina Zaccarino è P.U.P.A., Propulsore Universi Parallleli Alternativi e Tifatina
– Giorgio Locuratolo è Maarbale

Scelte musicali: Emma Caggiano con la collaborazione di William Nessuno

Capostruttura: Laura Fortini





Preveggenza

1 03 2017

Ormai ho una certa età, e più vado avanti con gli anni più mi domando come avessi fatto, da ragazzo, poco più che sedicenne, a preconizzare il segno che sarebbe stato tra i più forti della mia vita in uno dei miei primi tentativi di racconto.
S’intitolava “Storia di un Inconcludente” ed era incentrato su un personaggio che non finiva mai le cose che iniziava, le lasciava in sospeso, le riprendeva, le rimaneggiava ma chiuderle, MAI.
Ecco, è il mio ritratto.
All’epoca, del tutto inconsapevole.
Oggi penso che lì dietro si nasconda una paura della FINE tout court, non c’è bisogno che cerchi di analizzarne ulteriormente il significato, no?





semplice

22 01 2017

… Se un uomo ti dice “questa è la verità”, e tu gli credi, e scopri che quello che dice non è vero, prima resti deluso e poi ti assicuri che non tradisca mai più la tua buona fede.

Harper Lee, “Va’, metti una sentinella”, Feltrinelli 2015





Scuse a tutti i commentatori

4 08 2016

Mi sono accorto solo ora  che wordpress non mi ha notificato tantissimi commenti.

Ora li ho approvati e ho risposto.

ancora scuse e grazie





così vicino così lontano

20 02 2016

Non l’ho mai conosciuto di persona.
E ormai non mi capiterà.
Conosco però chi l’ha frequentato con costanza e l’ha sempre chiamato semplicemente “Umberto”, mostrando con nonchalance la propria vicinanza.
Io al massimo mi son potuto permettere di chiamarlo “il mio ilustre concittadino”.
La sua presenza ha comunque inevitabilmente pervaso la mia esistenza da giovane, quando, ventenne dedito quasi esclusivamente alla letteratura anglisassone, alla libreria Gutenberg di via Caniggia si parlava dell’uscita del suo primo romanzo, “Il nome della Rosa”. E qualcuno diceva che un conto è essere studiosi, un altro è essere scrittori.
Per dire, come gira il mondo.
Mi ha davvero sorpreso leggere che lui sia morto ad Alessandria, non sapevo che fosse tornato.*
Un tempo avrei scritto “in Alessandria”, ma noto che ormai nessuno usa più questa forma. Forse è sbagliata, forse lui stesso mi avrebbe bacchettato.
Per la nostra grigia e attualmente depressa hometown- che diverse persone in momenti diversi mi hanno descritto come “la città più brutta che io abbia mai visto”- ha sempre costituito un punto d’orgoglio.
Un raro, prezioso punto d’orgoglio.
Non abbiamo più i cappelli. Adesso non abbiamo nemmeno più Eco.

 

  • Un mio giornalista di Alessandria mi segnala che non è vero sia morto lì.
    Cosa che è stata affermata in un post.
    Infatti io avevo scritto “mi ha sorpreso”.
    Non correggo, mi limito a precisare.







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