sarà anche vero

19 05 2024

Alla facoltà di Economia di Torino ci raccontavano negli anni ottanta che il mercato si autoregola.

Sarà anche vero, ma lo fa senza tenere in alcun conto le persone che coinvolge e spesso crocifigge.

Il mercato è una macchina regolata delle sue leggi economico-matematiche e se ne fotte allegramente degli essersi umani, coi quali gioca cinicamente a scacchi. E se sei un semplice pedone sono cazzi tuoi.





non sopporto

19 09 2023

Non sopporto quelli che bestemmiano.

Sono agnostico ma la bestemmia la sento come un’inutile grave offesa a coloro che credono, mia madre e mio padre compresi. La reiterazione poi, come un gongolante mantra nefasto…

Fatevi curare. Augh.





agosto

19 08 2021

Ho sempre detestato il mese di agosto.

Il caldo opprimente: non sai dove andare perché è tutto chiuso o a orari alterati. Anche l’amata libreria di fiducia.

Perfino il mio rifugio, la caffetteria del MAXXI dove vado abitualmente a scrivere, fa orario ridotto.

Per strada solo pedoni sudati vestiti da mare in modo ridicolo e automobilisti contenti per la città vuota da usare come una piccola-grande Le Mans.

Se lavori devi gestire persone magari un po’ esaurite, che si chiedono ossessivamente perché loro devono essere qui e la gran parte dei colleghi sulle spiagge a cazzeggiare.

A me non piace nemmeno il mare, invece. Mai piaciuto: il sole col caldo mi dà fastidio, non so nemmeno nuotare e, con una certa riprovazione da parte dei miei parenti campani, ho sempre preferito la neve, la montagna. Sapevo sciare bene: due stellette d’oro.

Sono rimasto a disposizione del lavoro Rai perché in passato in agosto ho almeno lavorato tanto (quindi fatturato) per via dei colleghi registi interni in ferie. Quest’anno invece ho lavorato molto molto meno della media annuale.

Se tutto va bene resta un’altra settimana e questa lagna di vuoto pneumatico sarà finita.

Amen. Alleluja.





domanda

8 11 2020

Ma chi mi credo di essere per caricarmi sulle spalle tutto questo indefinito dolore che mi fa stare male il giorno intero? Tutto questo indefinito disagio universale?
Chi mi credo di essere? Eh?





mi chiedo

11 04 2020

Ma quando finalmente potrò uscire di casa, saprò ancora camminare?





nottetempo virale

19 03 2020
– Queste direttine e direttucce coi cellulari, Skype et similia -giustificate dal fatto che non si può mettere a rischio contagio personale professionale- distruggono quel poco che restava del lavoro televisivo, della professionalità, della ricerca di una qualità sia dell’immagine che dei contenuti. Prevarranno ancora più di prima le ciarle nel corso delle quali chiunque può dare opinioni su una cosa così particolare e specialistica come un virus.
E i social network come al solito seguiranno e amplificheranno ulteriormente il disastro cognitivo e comunicazionale: diffonderanno teorie deliranti, nel migliore dei casi negheranno la realtà accampando astruse teorie complottistiche.
Una consapevolezza-visione che mi accompagna fin dai tempi di “i blog e la visione fideistica della rete”.
– La notte penso a cose terribili, che non mi riprenderò mai da questa crisi economica, che non mi rinnoveranno il contratto perché si è visto che sono un anello debole della catena che deve stare a casa in quanto soggetto a rischio.
Quanto vale la pena continuare? Cosa potei sperare da un eventuale futuro?

– Mi domando se scomparissi quante persone soffrirebbero la mia mancanza e penso che in fondo sarebbero al massimo sette otto: poco male.

– Purtroppo prendo otto farmaci al giorno, so già di appartenere alla categoria “malattie pregresse” con 4 stent e un defibrillatore interno.
Sto in casa da tredici giorni sperando che in precedenza mi sia andata bene e non sia stato contagiato (tra qualche giorno se non mi viene niente lo saprò…).
Dovevo fare due controlli ospedalieri che ovviamente sono saltati date le altre priorità sopravvenute per il sistema sanitario.
Comunque voglio dire che sono abbastanza fatalista, sono contro le esagerazioni e la monotonia talebano/accusatoria di quelli che spiano e fotografano chi è uscito solo per fare quattro passi perché come me (che però sto in casa per i summenzionati motivi) sta diventando depresso.
Per i medici, chiaro che in una situazione del genere si potranno fare errori, si potrà mancare di variare un farmaco dei miei otto… Ma anche qui: circola la voce (la voce…) che alcuni farmaci per la pressione faciliterebbero la via al virus.
Ripeto sono fatalista.
Tanto non so mica se mi piacerà campare nel mondo senza libertà, devastato economicamente e con ancora più paure di quello precedente che si va prefigurando.

– Negli USA la gente si arma. Mi porrei comunque il problema di capire cosa percepisce di pericoloso nella situazione da pensare a un fucile e perché, o se sia solo la banale conseguenza di un sacco di serie televisive da fine del mondo dalle quali è stata bombardata per anni,

– Nella totale depressione, ieri non sono riuscito a scrivere nemmeno una riga.




un bar non è semplicemente un bar

29 09 2019
Oggi sono triste perché è stato l’ultimo giorno di gestione del bar del MAXXI da parte di dei ragazzi gentilissimi e capaci. Che facevano Donuts buonissimi.
Da martedì una nuova gestione: e bisognerà di nuovo capire con chi si ha a che fare, instaurare se possibile un rapporto.
In queste cose detesto i cambiamenti.
Mi ricordo quando se ne andò un anno e mezzo fa la signora Stefania, che aveva assistito alla mia scomparsa e ricomparsa con venti chili di meno e un defibrillatore. Ma ero tornato.
Il giorno in cui lasciò la sua postazione alla cassa venne e mi abbracciò commossa.
Oggi sono andato io a stringere la mano a Davide; dell’altro ragazzo e della ragazza non conosco il nome ma sono state presenze importanti e rasserenanti nella mia vita negli ultimi sei mesi.
Ora vorrei dire a chi gestisce questi aspetti al MAXXI che un buon rapporto umano è più importante del cornetto.
Cambiare le persone ogni sei mesi è una cosa PESSIMA.
Perché comunque siamo in parecchi a  frequentare il bar regolarmente.
Ci sono le signore anziane che sembrano madre e figlia, la più anziana con stampella; il signore giovane sportivo che sta sempre davanti al tablet;  il signore curvo di una certa età con tante borse che racconta aneddoti su Roma e sugli intellettuali di un tempo.
E tanti altri che ruotano.




frigorifero

13 07 2019

Salgo sul tram 2 che incredibilmente oggi c’è.
La temperatura è molto bassa rispetto all’esterno per l’aria condizionata.
Tizio sui sessantacinque mi parla cercando complicità polemica:
– Fa freddissimo! O non funziona o fa fredissimo! Non sanno regolare!
Io:
– E’ vero, ma non penso che il conducente possa regolare più di tanto…
Tizio con espressione e tono di voce sarcastici:
– Ah, ma lei allora è un buonista!
Io (gelido come l’aria nel tram):
Meglio buonista che cattivista. Arrivederci.
E scendo alla fermata del MAXXI.





reazioni ritardate

9 06 2019

Stamattina quando sono uscito , in Piazzale Manila c’era una piccola manifestazione (sicuramente autorizzata dato che c’era anche la polizia municipale) di donne e uomini filippini, che avevano deposto una corona davanti a un monumento e innalzavano orgogliosamente le bandiere italiana e filippina. Un oratore fa un discorsi sicuramente in filippino dato che non ci capisco nulla.
Strano, penso, ma mentre mi fermo al semaforo pedonale sento un anziano tremolante in polo a strisce orizzontali bianche e azzurre che borbotta.
Poi sento chiaramente che con livore e raffinato accento romanesco sibila “Ve dovete sta’ zitti!”
Allora già si capisce tutto di un tipo del genere.
Il semaforo scatta al verde.
Penso che siamo in pericolo e tante altre cose del genere, perché questo gentiluomo vota: che forse bisogna riflettere sul fatto di andarsene all’estero, che quelle persone stavano manifestando civilmente in modo autorizzato. Penso a cosa sarà passato nel cervello dell’anziano democratico non razzista che avevo affiancato al semaforo.
Poi penso che avrei dovuto semplicemente dirgli
“tra due o tre anni, quando le servirà la badante filippina, certamente cambierà atteggiamento.”





furbetto chi?

3 12 2018

Oggi su La Stampa a proposito della presunta flat tax apprendo che non varrà per chi ha prevalentemente un solo datore di lavoro (come nel mio caso la Rai).
Figuriamoci. La scappatoia per discriminare si trova sempre.
Quello che mi fa girare le scatole però è che i casi come il mio vengono definiti “i furbetti delle partite iva”, quando i furbetti, semmai, sarebbero quelli che ci fanno lavorare a partita iva mentre dovrebbe essere chiaro che il nostro è un rapporto da anni parasubordinato. Per non dire subordunato e basta.
E CI DOVREBBERO ASSUMERE.
Ma su questo, ovviamente, silenzio totale.








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