La scomparsa della complessità

17 08 2018

E’ da qualche tempo che pare evidente nella società italiana -e quindi nei social… o viceversa…- la perdita di visioni complesse, la semplificazione a tutti i costi e la conseguente polarizzazione delle opinioni, che di solito coincidono con quelle che si avevano già in precedenza, prima di trovarsi di fronte a fatti importanti e nuovi. Quindi davanti a un fatto si crea una strategia per confermare la propria opinione -o prevenzione- e non per capire meglio.
Un caso emblematico è quello della tragedia di Ponte Morandi.
Questo evento catastrofico da quel che ho letto su facebook in questi giorni frenetici non ha portato semplicemente a una polarizzazione ma a una quadripartizione più o meno virulenta.
Innanzitutto, 1)
Colpevolizzare i Benetton come azionisti della Società Autostrade e a cascata il Centrosinistra di un tempo, tirando in ballo Prodi, il solito D’Alema per via della privatizzazione avvenuta sotto appunto il Centrosinistra, e addirittura Renzi con la storia (smentita) del finanziamento alla sua campagna elettorale e il Ministro Del Rio, in quanto predecessore dell’ovviamente incolpevole Toninelli, appena insediato. Tutto questo a volte con ragionamenti sensati benché univoci, altre volte per sentito dire da opinion makers più importanti dei riportanti se non attingendo direttamente a fonti del Movimento Cinque Stelle e alle dichiarazioni dei suoi esponenti maggiormente sotto i riflettori in questi giorni.
Poi, 2)
Chi ha già simpatie per il Centrosinistra ha messo in campo un’arma formidabile, ovvero le dichiarazioni e le manifestazioni di Grillo e soci anni fa CONTRO la famigerata Gronda, un percorso alternativo da realizzarsi che si presume avrebbe di molto alleggerito il ponte Morandi. E poi le dichiarazioni di un esponente di Confindustria ligure che anni fa annunciava in sostegno alla suddetta Gronda in toni apocalittici – ma evidentemente preveggenti – il crollo del ponte nel giro di pochi anni.
C’è addirittura un 3)
Benché questa posizione sia emersa nel campione a mia disposizione (assolutamente NON statistico) decisamente minoritaria, c’è anche chi accusa il Centrodestra perché la firma delle privatizzazioni sarebbe avvenuta per mano di suoi ministri (succeduti al Governo Prodi).
E un 4)
che si è aggiunto ieri. Societa Autostrade avrebbe finanziato nientemeno che la Lega e non il PD.
Sia chiaro, a me qui non interessa verificare le fonti o la veridicità di queste posizioni. Mi interessa riflettere su questa frammentazione di opinioni sostenuta da ogni parte con la stessa veemenza come non ci fosse un domani.

In questo quadro, anche gli indagatori più attenti, coscienziosi e spinti dal sacro fuoco della giustizia sociale, non hanno potuto fare a meno di sentenziare contro qualcuno, purché si sentenzi, si individui, si trovi pace mentale per la serie “è sicuramente colpa di Pinco, al massimo perché Pallino lo appoggiò per il suo bieco tornaconto politico e di potere”.
Tutto ciò senza nemmeno porsi il problema che esista una complessità impossibile da schematizzare in codice binario Y/N, difficilmente districabile, uno gnommero , per fare una dotta citazione, che non può molto probabilmente portare nemmeno al triello di Leoniana memoria.
Perché la realtà -surprise surprise!- è complessa: millenni di filosofi, scrittori da Shakespeare a Gadda, possono andare a farsi friggere perché sul social va così, devi essere in grado di dare risposte anche se non hai tutte le informazioni. Devi fare BELLA FIGURA sul momento.
Questa tra l’altro principale causa invece delle brutte figure a ripetizione dei novizi governanti.
Parlare scrivere sparare senza cognizione di causa e senza saper immaginare le conseguenze, anche le più ovvie.
Iniziò con la insensata richiesta di impeachement per il Presidente della Repubblica il giorno dopo dimenticata e va avanti così con esempi più o meno eclatanti quotidianamente, con manifestazioni schizofreniche e relativa inevitabile marcia indietro, ripasso sul disegno con sfumino, blur, cancellino a seconda della gravità e insensatezza della sparata del giorno.
Ieri era la revoca della concessione autostradale. Vedremo questa come va a finire.
Poi non sarebbe bello finire banalmente con la nota citazione di Rossella O’Hara.

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nullologo

11 08 2018

Ho capito di essere fondamentalmente un Nullologo.
Però devo ancora capire se il Nullologo sia il contrario del Tuttologo.
Oppure sia la stessa cosa ma vista senza il fitro dell’autoesaltazione.
Oppure, ancora, sia l’equivalente di un buono a nulla.





It’ll end in tears

4 08 2018

Mentre sto per arrivare, passando davanti alla chiesa, persone sparse come individualità non legate da nulla se non dal morto che stanno aspettando. Questo è diventato un transito da temere, spesso a quest’ora c’è un funerale e la vivo male, forse perché i pochi momenti sereni della mia vita sono sempre anticipati da uno spietato memento mori: i carri funebri surrealmente moderni e aerodinamici, magari con la croce come piegata dal vento che si presume quella vettura possa infrangere come un’auto da corsa, in un simbolismo che mi pare sarcastico: corriamo verso il cimitero, corriamo verso la famigerata Ultima Meta, o Ultima Dimora, corriamo che intanto il tempo non conta più, cosa corriamo a fare con questi bolidi Mercedes, questi siluri non più neri ma argentati o satinati aluminium come antichi novecenteschi bolidi da gara. Riflettendo non ricordo nulla di come fosse quello che ha portato mio padre non so nemmeno con precisione quanti anni fa, la mia memoria selettiva si impietosisce di questo povero idiota e provvidenzialmente offusca.
Passo e sono sollevato che la bara non sia ancora arrivata con gli addetti che restano fuori a parlottare e a fumare in attesa dell’uscita e dell’ultima fase. Alla quale non ho mai assistito: avviene dopo che io sono passato.
Entro, ordino le solite cose, caffè acqua e cornetto piccolo con familiarità alle persone che ormai conosco e mi conoscono: oggi per risparmiare non ho comprato nemmeno La Stampa. Mi sono portato il meraviglioso “Isola” di Siri Ranva Hjelm Jacobsen, scritto divinamente, costellato di immagini geniali e potenti e capisco che non riuscirò mai a scrivere così bene. Prendo atto.
Dopo un paio di pagine arriva anche qui un funerale.
La prendo malissimo e non è tanto per la consapevolezza che a gennaio avrei potuto essere io il protagonista della fiction. Sono stato sempre cosi, incapace di fatalistica indifferenza o invasata fede nella resurrezione su questo tema.
Raccontato con la semplice potenza della Jacobsen, data la concatenazione casuale degli eventi, non riesco a trattenere le lacrime.
Ma non mi faccio notare.
Qui gli spazi sono grandi, immersi in una musica insolitamente ritmata danzereccia e latina: nessuno bada a me.
Gli amati occhiali da lettura Blu Klein mi aiutano nella dissimulazione.





i grandi della storia

26 07 2018

Da quando ho iniziato a ragionare sulle cose importanti ho sempre pensato che per essere veramente grandi occorre avere anche delle qualità umane, empatiche. Occorre la capacità di cercare di non ferire gli altri, di non causare drammi. Per questo molte volte tra due artisti o scrittori che mi piacciono allo stesso livello alla fine amo sempre di più quello che nella propria non si è mosso come un caterpillar passando sopra gli altri.
E con questo per me il discorso su Marchionne è chiuso.





social networks

23 07 2018

La serietà e la complessità stanno nelle sfumature.

Semplificatori a tempo pieno fatevene una ragione.





entusiasmanti progressi

22 07 2018

Posso distinguere al tatto la Cardioaspirina dal Lasix.
Son traguardi…

 





giggino

18 07 2018

I fratelli De Rege unificati in una sola persona.








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