evoluzioni tombali

12 02 2017

Ogni volta che qualcuno sostiene l’incriticabilità di Sanremo e accusa chi si permette di farlo in base al concetto che esso Sanremo rappresenterebbe “la società italiana”, Orwell, McLuhan, Baudrillard e molti altri che hanno studiato come i media influenzino intenzionalmente la realtà si rivoltano nella tomba.





cyberpunk all’incontrario

8 02 2017

Un vecchio strano disco dello strano Billy Idol ha un’intro il cui testo dice tra le altre cose “The Future has imploded into the Present…”.
Per me in qesto periodo sembrebbe valere esattamente il contrattio.
“The Past has imploded into the Present.”
Eh sì perché negli ultimi giorni oltre ad aver ritrovato su FB Enrica, un’amica dei tempi in cui lavoravo a Mediaset come autore, domani mi capiterà di ri-inconrare e addiritura di lavorare nei prossimi giorni con un’istituzione ricorrente del mio percorso professionale: Lino Zani.
Guida alpina, organizzatore di eventi e spedizioni polari, consulente per i media. Come mi ha detto lui stesso quando gli ho parlato al telefono dopo vent’anni: “il numero uno”.
La conoscenza e la collaborazione con Lino risale addirittura ai tempi di Telemontecarlo . Per gli amici, TMC. Fine anni ottanta inizio novanta.
Il programma Pianeta Neve, e poi Alpirod. Una bellissima gara di Cani da Slitta lungol’arco alpino. Questo video riguarda proprio l’edizione da me seguita. Mi sono emozionato vedendolo, scandendo i nomi di tutti i musher che ormai dopo quelle settimane sono figure indelebili dai miei ricordi. Molti al tempo li ho fotoragrafati, ritratti coi loro cani.
E poi, con Lino, a Mediaset il programma Mappamondo, col quale abbiamo girato posti meravigliosi: Cuba, Bali, Uzbekistan … In qualche modo senza la sua organizzazione non ci sarei mai stato in vita mia.
Lì ero autore, scrivevo i testi sul posto per una conduttrice che… Lasciamo stare.

Venerdi devo girare un servizio con in Val Gardena: l’impatto emotivo sarà forte.
Ancora più forte sarà l’impatto con gli sci che non uso da vent’anni…
Che il cielo me la mandi buona.





la barocchizzazione del mondo

30 01 2017

Subito dopo la lectio magistralis di Michel Maffesoli all’Accademia di Belle Arti di Roma è intervenuto Alberto Abruzzese e tra  le molte cose interessanti ne ha detta una che mi ha particolarmente colpito.

Ha individuato tra i tanti problemi che dobbiamo affrontare in questi tempi difficili anche una cosa singolare,  una cosa che riguarda molte persone.

La divaricazione forzata tra predisposizione (mi pare abbia usato proprio questo termine) e professione.

Ecco, in questo tipo di problematica mi riconosco molto.





semplice

22 01 2017

… Se un uomo ti dice “questa è la verità”, e tu gli credi, e scopri che quello che dice non è vero, prima resti deluso e poi ti assicuri che non tradisca mai più la tua buona fede.

Harper Lee, “Va’, metti una sentinella”, Feltrinelli 2015





attenzione

21 12 2016

“Si vous ne trouvez plus rien

Cherchez autre chose”

Noir Desir, “L’Europe”





se non è…

13 12 2016

Non la voglio fare lunga, ma  mi capita spesso di pensare che mi resti poco da vivere.
Non so perché, è una sensazione, sicuramente infondata come quella analoga che abbi a vent’anni. E sono ancora qui.
Ci sono diverse cause per questi pensieri.
Una è sicuramente la fragilità emotiva, che cerco di tenere nascosta il più possibile, non sempre riuscendoci.
Per esempio non sono riuscito a nascondere al collega montatore che lavorava con me il mio turbamento quando ci è capitato di dover lavorare per la rubrica “XX Secolo” un filmato di Rascel che impersonava Napoleone. Uno sketch che rifaceva sempre mio padre.
Un’altra causa di questa stupida strisciante idea è che sempre più spesso riemergono dalla mia mente ricordi remotissimi.
Per esempio ieri all’improvviso mi si è aperta una voragine di ricordi a scatola cinese.
Io piccolissimo coi colleghi di mio padre che mi insegnavano modi di dire.
Uno di questi era “se non è zuppa, è pan bagnato”.
Sicuramente questi colleghi cercavano di insegnarmi la versione piemontese, lingua che da piccolo non conoscevo per nulla perché i miei mi parlavano sempre in italiano.
“S’a l’è nen supa l’è pan bagnà”
Allora dalla frase piemontese (che sicuramente i colleghi mi italianizzavano), mi era tutto chiaro: tranne cosa fosse “il pampagnà”.
E mi ricordo che mi ci sono voluti anni per ricongiungere” il pampagnà” al pan bagnà.
E niente.
Ieri mattina non so come né perché, mi è venuta in mente la parola.
Pampagnà.
Ma così, senza ragione.
Una cosa che arriva da oltre cinquant’anni fa.





quelli che…

23 11 2016

Mi sento di dire con sicurezza che questa storia del referendum sia andata troppo oltre.
Specie sui social, dove non si parla d’altro, quasi sempre con toni aggressivi e insultanti.
Una delle cose interessanti a livelo sociologico e psicologico è che quellì che votano no si sentono assediati da quelli che votano sì e viceversa.
A me sembra che in generale da ambo le parti si sia passato il segno.
E non oso pensare quel che succederà negli ultimi giorni che ci aspettano.
In tutto questo, tra accuse reciproche e soprattutto DISPREZZO reciproco, trovo tra le più tristi le figure di quelli che che votano sì”turandosi il naso”, per usare un’espressione di montanelliana memoria.
Tipo Cacciari, insomma. Che in tutti i dibattiti -ai qual per ragioni imperscutabili viene invitato in continuazione- non nasconde il disgusto per la riforma ma dichiara con smorfie di ogni genere che voterà sì.
Io il concetto di “porcellum” (ovvero accettare e promuovere una riforma già sapendo che fa schifo e magari è pure incostituzionale) facevo fatica già ad accettarlo da un rozzo leghista come Calderoli.
Ma da un filosofo non ce la faccio proprio.
A questo punto mi sembrano più onesti i Testimoni di Renzi.
Sono insopportabili. Ma almeno nella loro visione messianica hanno fede.








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