Leggendo “un mondo tutto mio – diario dei sogni” di Graham Greene sono stupito di quanti personaggi reali si siamo intrufolati nei suoi sogni.
Io non sogno quasi mai di personaggi realmente esistenti.
Tantomeno di Papi.
Leggendo “un mondo tutto mio – diario dei sogni” di Graham Greene sono stupito di quanti personaggi reali si siamo intrufolati nei suoi sogni.
Io non sogno quasi mai di personaggi realmente esistenti.
Tantomeno di Papi.
Stamattina ho infilato un vecchissimo Levi’s senza mettere la cintura.
Mi è entrato benissimo.
Solo, piccolo particolare, dopo un po’ ha iniziato a cascarmi. Ho passato tutta la mattina a tirarlo su per i passanti…
Sì, faccio per vantarmi: almeno la malattia e le entusiasmanti vicissitudini personali degli ultimi mesi mi hanno fatto perdere peso.
Che soddisfazione, eh?
La verità è che non mi interessa più.
Stavo guardando un qualcosa su un mobile a casa di mia sorella.
Ho guardato a lungo e più volte.
Vedevo la statuetta di un Re Magio. Corpo con mantello, faccia, corona in testa.
Invece…

Nella mia mente ci sono tantissime buone idee che bussano per uscire. Ma solo alcune ce la fanno, solo ad alcune dò il permesso, apro il catenaccio dello scantinato.
A volte riesco perfino a catturarle prendendo due appunti per iscritto.
Il resto dei rigurgiti è spazzatura.
Vorrei essere personaggio di un racconto al quale una persona amica chiede
– Come va? Tutto bene?
Per poter rispondere
– No… ma non importa.
Non avendo tv, pranzo e ceno guardando fuori dalla finestra.
La sera, con le luci accese, si nota molto che un mio dirimpettaio di due tre piani più in alto ha una pala ventilatore da soffitto vorticante.
Così negli ultimi giorni inizio la cena sempre pensando tra me e me:
“Saigon: shit.”
… Una testa che non si offra in qualsiasi situazione come capace spazio vuoto non avrà vita facile nel mondo.
Non sopporto quelli che bestemmiano.
Sono agnostico ma la bestemmia la sento come un’inutile grave offesa a coloro che credono, mia madre e mio padre compresi. La reiterazione poi, come un gongolante mantra nefasto…
Fatevi curare. Augh.
Il bar all’aperto sotto i portici ha almeno quindici tavolini.
Però la donna dai capelli neri in treccia e abito a fiori si dirige subito da me.
E’ con una ragazzina preadolescente di una dozzina di anni, altra, magra, anche lei bruna.
Io sto parlando al telefono di problemi per me esistenziali e di sopravvivenza, ma la donna mi parla lo stesso: io ovviamente non capisco niente di quel che mi dice e poco di quello che mi dice la persona al telefono. Le faccio cenno che sono impegnato indicando il telefono e gesti per farle capire che non è il momento.
Dopo la lunga telefonata non risolutiva di alcuno dei mei problemi, col morale sempre più sotto i tacchi, non faccio a tempo a respirare che la donna riappare.
Mi dice che prima ero al telefono ma adesso no: non chiede l’elemosina, ma qualche soldo per fare mangiare la bambina, che è malata ed è stata operata. La cosa è credibile data la magrezza della “bambina” spilungona, che adesso però sta a una ventina di metri di distanza, di spalle, e ogni tanto si gira a guardarci.
Do alla donna due euro, quel che posso in questo momento jellato.
Ora, le domande vere che mi pongo (e non è la prima volta che una cosa del genere accade) sono:
PERCHE’ LA DONNA HA IGNORATO DEL TUTTO GLI ALTRI AVVENTORI ED E’ VENUTA DIRETTAMENTE DA ME NONOSTANTE FOSSI AL TELEFONO?
Perché ha aspettato non so dove per tornare ancora da me, nuovamente ignorando ancora tutti gli altri?
Avrei alcune possibili risposte, ma le tengo per me.