sono qui, sostenetemi

18 08 2016

Street Photography Awards 2016
Cliccate qui, grazie

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il bello della gioventù

15 08 2016

Come ho fatto in due anni a passare dai Kiss ai Simple Minds da un lato e a John Coltrane dall’altro.





Scuse a tutti i commentatori

4 08 2016

Mi sono accorto solo ora  che wordpress non mi ha notificato tantissimi commenti.

Ora li ho approvati e ho risposto.

ancora scuse e grazie





incapacità

4 08 2016

Solo oggi ben due miei contatti di Facebook scrivono l’addio ai loro padri appena scomparsi, pubblcandone le foto.
Mi chiedo perché io invece non sia riucscito a farlo, in quel momento di due anni fa, né abbia mai, dopo, pubblicato su Facebook foto sue.





consapevolezza

26 07 2016

Da qualche tempo mi sono reso conto che sto morendo.
Non che sia malato, eh.
Semplicemente sto naturalmente morendo.
E’ stano quando lo realizzi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 





Non è vero ma ci credo

7 07 2016

La cosa è cominciata da parecchio tempo, ma me ne so reso conto solo quando, il giorno del mio compleanno, mi è passata per la mente l’idea di sostituire la mia immagine di profilo su Facebook non con un’altra foto mia oppure con l’evergreen Luther Blissett (che sta un po’ alla base, tra le altre cose, delle mia scelta di pseudonimo).

No. Mi è venuta istintivamente l’idea di sostituirla con una foto del nostro gatto Amos.

Che però è appena morto.

     
Tante cose si sono allineate, quando ho ragionato su questo insensato pensiero.

Le crisi di pianto accuratamente nascoste, le commozioni per futili motivi, l’esigenza di vedere appena possibile i miei pochissimi amici, l’insofferenza per le guerriglie emotive, la voglia sempre maggiore di amore anche fisico, guardare le donne con occhi diversi, vedere improvvisamente le occasioni perdute, ricordare fatti e persone dell’infanzia come se fosse ieri, nomi all’improvviso senza alcun motivo, le citazioni mentali di modi di dire partenopei di mio padre (che in realtà non saprei nemmeno pronunciare), l’accresciuta angoscia nel vedere persone che soffrono.

Tutto dice: pensieri di morte.

Il mio amico Gino, quando eravamo poco più che ventenni, usava dire con accenti melodrammatici “la fine è vicina”.

Ovviamente grazie al cielo so che è vivo e vegeta ancora, l’ho sentito da poco. Quindi non era vero.

Vista la situazione quindi magari questa cosa potrebbe avere anche un valore scaramantico. Peccato che io in queste cose di scaramanzia, malocchio, gesti apotropaici, divinazioni, rituali vari, previsioni di lunga o breve gittata non abbia mai creduto.

Quindi mi limito a scrivere, ufficialmente: quando morirò

– non voglio manifesti

– voglio essere cremato

Poi probabilmente sono tutte inutili paranoie.

Ma la cosa andava scritta.





a parti sbagliate

24 06 2016

Credo che uno dei mie grandi problemi sia che in me convivono due persone.
Non il buono contro il cattivo, come nella letteratura inglese ottocentesca né l’intellettuale contro l’ignorantone superficiale come nella fiction televisiva di Corrado Guzzanti.
No.
Nel mio caso c’è un ventenne, coi suoi entusiasmi, ottimismi e la sua faciloneria.
E un ottantenne. Con la sua saggezza, la sua profondità e la sua disillusione.
Quando entra in “azione” (in quanto a pensiero) uno, e  invece servirebbe l’altro, lì scatta il disastro emotivo.
E anche pratico.








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