Ho iniziato a lavorare professionalmente in tv alla fine degli anni ottanta a Telemontecarlo, Pianeta Neve, .
Ero un giornalistello che a un certo punto doveva montarsi i suoi pezzi.
(Con un collega montatore: all’epoca i pastiche che adesso vanno tanto di moda, ovvero i famigerati filmaker, che fanno tutto da soli, anche la pizza, non esistevano…)
Allora mi vennero insegnati i principi del montaggio, uno dei quali PER TUTTE LE PERSONE con cui lavoravo all’epoca, era il montaggio a stacco.
A me piacevano le dissolvenze ma i montatori come minimo mi guardavano storto oppure proprio si rifiutavano, spiegando che quelle devono avere un perché spazio-temporale.
Ho mantenuto questi principi che mi sono stati insegnati per anni. Sono stati sempre validi.
Adesso all’improvviso lavoro in un programma nuovo, dove i montatori (bravissimi, sia chiaro!) si scatenano in continue transizioni stravaganti, effetti cromatici e non, spesso anche esagerati. E agli autori piace così. In effetti il risultato, se non ti gira la testa, è divertente.
Ragazzi, sono vecchio.
Appartengo a un’altra scuola.
Amedeo Foroni, mio maestro di montaggio, ti sarò sempre grato. – Beppe
